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Verso la legge bis sull'affido condiviso – una conversazione con Marino Maglietta PDF Print E-mail
Written by Marco Faraci   
Thursday, 02 September 2010 19:36

Tra le ragioni per le quali questa legislatura merita di andare avanti fino alla sua scadenza naturale c'è sicuramente il nuovo disegno di legge sull'affido condiviso, che andrebbe ad integrare la precedente legge approvata nel 2006 (http://www.camera.it/parlam/leggi/06054l.htm) – molto avanzata nei contenuti, ma tradita quasi sistematicamente in fase di applicazione.
Si tratta di un tema di notevole importanza, in quanto sono sempre più i matrimoni che si concludono con un divorzio o con una separazione. A fronte di questa situazione de facto, c'è stato a lungo un ritardo nell'elaborazione di un quadro di norme che consentissero di gestire la fine di un rapporto di coppia in termini coerenti con un concetto moderno di genitorialità e con l'innegabile evoluzione che i ruoli di genere hanno avuto negli ultimi decenni.
Abbiamo voluto parlarne, pertanto, con il prof. Marino Maglietta, presidente dell'associazione Crescere Insieme ed estensore tanto del progetto originario della legge 54/2006, quanto della nuova proposta (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=16&id=326101).

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Troppe tasse? Bevetevi un tè PDF Print E-mail
Written by redazione   
Thursday, 05 August 2010 09:35

Proseguono in tutta Italia gli incontri del movimento "Tea Party", che si ispira ai coloni americani che nel 1773 gettarono in acqua le casse di tè provenienti dall'Inghilterra per ribellarsi alle troppe tasse. Gli obiettivi: meno tasse, più libertà per i cittadini

Cosa fare contro le tasse? Semplice, bersi un tè. E organizzare tante più bevute possibile in tutto il Paese. Ovviamente è una metafora che trae spunto dal nome del movimento “Tea Party” che, nato negli Stati Uniti, ha preso piede anche da noi. La tradizione americana affonda le radici nel lontano 1773 con il cosiddetto “Boston Tea Party”, la protesta dei coloni americani che gettarono in acqua le casse di tè provenienti dall'Inghilterra per ribellarsi all'eccessiva tassazione e al monopolio imposto dalla madrepatria.

Dare voce ai liberali
Dopo 237 anni quel movimento ha fatto scuola. E torna d’attualità. Da qualche mese è attivo anche in Italia, con numerosi incontri organizzati da Nord a Sud, dando voce alle componenti liberali, libertarie e conservatrici italiane. Un movimento trasversale che nasce dal basso - dietro per il momento non ci sono partiti - con l'obiettivo di chiedere una sensibile diminuzione della pressione fiscale sul fronte economico e una maggiore libertà per il cittadino sul fronte civile.

L'incontro di Forte dei Marmi

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Il ritorno alla partitocrazia PDF Print E-mail
Written by Gionata Pacor   
Tuesday, 03 August 2010 15:27
La più grande riforma istituzionale dalla nascita della repubblica l’ha fatta Berlusconi nel 1994, dicendo e ripetendo in campagna elettorale che se il suo partito avesse raggiunto la maggioranza relativa alle elezioni sarebbe stato naturale che il Presidente della Repubblica conferisse a lui il compito di formare il nuovo governo. Una riforma attuata senza leggi elettorali e senza modifiche della Costituzione: improvvisamente il paese si è trovato a dover e poter scegliere tra due leader e due programmi. Era la fine della partitocrazia, di un sistema in cui i leader venivano scelti e cambiati dai partiti e non dagli elettori. Nel programma di Berlusconi (e di Fini) c’era tra l’altro la riforma dello Stato in senso presidenziale, che andava a rafforzare ulteriormente il principio per cui chi viene eletto governa e realizza il suo programma, e alla fine del mandato viene giudicato dagli elettori.
La situazione imposta con quella campagna elettorale costituiva già un passo in quella direzione, in particolare si dava vita a un “premierato di fatto”, tanto che nelle tornate elettorali successive si arrivò a mettere il nome del candidato premier nel simbolo della lista.
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Berlusconi o Fini? Antonio Martino prende posizione PDF Print E-mail
Written by Antonio Martino   
Tuesday, 03 August 2010 13:37
Il prezzo della coerenza è elevato ma credo ampiamente giustificato. In un mondo in cui è usuale adattare le proprie opinioni (almeno quelle espresse) alle convenienze del momento chi resta fedele alle proprie convinzioni si trova talvolta isolato. Essere in minoranza non mi ha mai preoccupato: nel Pli ero in una minoranza costituita da una sola persona! Quello che viceversa mi turba è essere all’interno di una maggioranza priva di dissenso. Da sempre credo che se due persone la pensano allo stesso modo una delle due è superflua.
Detto questo, convinto come sono che l’unica democrazia degna di questo nome debba basarsi su due partiti in modo da dare agli elettori la possibilità di scegliere chi debba governare e a chi spetti il compito non meno importante di fare opposizione, sono disposto a pagare il prezzo di trovarmi in minoranza in quello dei due partiti che sia meno lontano dalle mie idee.
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I finiani rispettino i patti. A partire dalla giustizia PDF Print E-mail
Written by Alessio Di Carlo   
Tuesday, 03 August 2010 13:21

Fa discutere all'interno del Pdl la scelta compiuta da taluni esponenti di area liberale di seguire il presidente della Camera nella sua manovra di allontanamento da Silvio Berlusconi.

Personalmente, pur essendo stato tra i radicali che all'epoca della nascita della Rosa nel Pugno preferirono seguire Benedetto Della Vedova verso il centrodestra, dando vita ai Riformatori Liberali, fin dal momento della nascita del Pdl non ho ritenuto di aderire al partito del predellino, vista la deriva sempre più conservatrice ed illiberale che il movimento andava assumendo nei contenuti e in virtù della struttura assolutamente ademocratica che, tra un applauso ed un inno, si andava mettendo in piedi.

Contestualmente ho assistito alla silente ed acritica adesione di taluni dei liberali del centrodestra, restandone non poco perplesso; ed oggi fa specie vedere quegli stessi esponenti cadere dal pero ed accorgersi – guarda un po' – della assoluta mancanza di spazi per il confronto e la dialettica all'interno di quel movimento.

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