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Carrelli d'Italia PDF Print E-mail
Written by Cristiano Bosco   
Monday, 23 June 2008 23:32

Il prossimo 28 giugno a Genova, presso lo storico Palazzo Tursi di via Garibaldi, si terrà il convegno “Carrelli d’Italia – Passeggiata conoscitiva nella grande distribuzione”, organizzato dall’associazione liberale “We the People” in collaborazione con il nostro quotidiano, con “La Parte Liberale” e “NeoLib”. L’evento - moderato dalla giornalista de Il Secolo XIX Gilda Ferrari e arricchito dagli interventi di Enrico Musso (Senatore del PdL), di Arturo Diaconale, Rodolfo Ridolfi (autore del libro “Le coop rosse”), Marco Taradash, Luca Tentellini – vuole puntare i riflettori sulla situazione dei prezzi in Liguria, nella quale le quote di Coop Italia sono superiori a quelle di altre regioni.

Come già sottolineato dal patron di Esselunga Bernardo Caprotti nel suo j’accuse “Falce e carrello” e come dimostrato da numerose ricerche indipendenti e reportage giornalistici (tra cui quelli firmati da Gilda Ferrari su Il Secolo XIX), i prezzi dei prodotti all’interno delle Coop di Genova e della Liguria risultano notevolmente superiori rispetto a quelli delle Coop di altre regioni, oltre che di catene concorrenti nel resto d’Italia, ma non presenti sul territorio genovese. In parole povere: dove la quota di Coop Italia è più elevata e dove c’è meno concorrenza – come appunto accade a Genova e nel ponente ligure – i prezzi sono più alti. Fare la spesa, quindi, costa di più e, a pagarne le salate conseguenze (nel vero senso della parola), non sono solo le altre catene, ma anche, e soprattutto, i consumatori. Con prezzi superiori di circa il 15% di media, come recentemente rilevato da uno studio effettuato dall’istituto di ricerche di mercato leader in Europa “Panel International”, che si è basato sulla “metodologia OPUS”, ovvero la lettura del codice a barre di prodotti di grande consumo. “I Genovesi pagano da sempre una tassa occulta - afferma Paolo Rebuffo, membro del direttivo di “We the People” - dovuta alla posizione dominante di Coop Liguria. A La Spezia, dove esiste una situazione di concorrenza, grazie alla presenza sul territorio di Esselunga e E.Leclerc, i prezzi praticati da Coop Liguria sono sensibilmente inferiori rispetto a quelli di Genova”. La responsabilità, tuttavia, non è da addossare interamente alla cooperativa, prosegue Rebuffo: “Coop si comporta esattamente come qualsiasi altro operatore economico in una posizione di dominio. Il vero scandalo è rappresentato, come denunciato da “Falce e Carrello” di Bernardo Caprotti, dalle pratiche ostruzionistiche effettuate dal Comune di Genova per impedire ai grandi gruppi concorrenti di Coop Liguria di entrare nel mercato genovese”. C’è qualcosa che non va, quindi, nella grande distribuzione genovese e ligure, una realtà che risulta assai lontana da un più auspicabile regime di concorrenza e libero mercato, a causa di un mix letale tra economia e politica che ha creato, di fatto, una situazione di quasi-monopolio. “Si tratta di un problema legato alla grande distribuzione e alla sua scarsa liberalizzazione” sostiene il senatore Enrico Musso, già candidato alle ultime elezioni comunali di Genova. “Vi sono prezzi al consumo che viaggiano di quasi il 20% al di sopra della media, come dimostrato da dati incontrovertibili, dai quali emerge la tesi che in Liguria vi è ritrosia ad aprire al mercato. E questo non è un discorso legato esclusivamente alla Coop, ma piuttosto un discorso che riguarda concorrenza e non concorrenza. Ci troviamo in una situazione di sostanziale monopolio territoriale, con enorme danno sui consumatori”.

 
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