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Troppe tasse? Bevetevi un tè |
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Written by redazione
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Thursday, 05 August 2010 09:35 |
Proseguono in tutta Italia gli incontri del movimento "Tea Party", che si ispira ai coloni americani che nel 1773 gettarono in acqua le casse di tè provenienti dall'Inghilterra per ribellarsi alle troppe tasse. Gli obiettivi: meno tasse, più libertà per i cittadini
Cosa fare contro le tasse? Semplice, bersi un tè. E organizzare tante più bevute possibile in tutto il Paese. Ovviamente è una metafora che trae spunto dal nome del movimento “Tea Party” che, nato negli Stati Uniti, ha preso piede anche da noi. La tradizione americana affonda le radici nel lontano 1773 con il cosiddetto “Boston Tea Party”, la protesta dei coloni americani che gettarono in acqua le casse di tè provenienti dall'Inghilterra per ribellarsi all'eccessiva tassazione e al monopolio imposto dalla madrepatria. Dare voce ai liberali Dopo 237 anni quel movimento ha fatto scuola. E torna d’attualità. Da qualche mese è attivo anche in Italia, con numerosi incontri organizzati da Nord a Sud, dando voce alle componenti liberali, libertarie e conservatrici italiane. Un movimento trasversale che nasce dal basso - dietro per il momento non ci sono partiti - con l'obiettivo di chiedere una sensibile diminuzione della pressione fiscale sul fronte economico e una maggiore libertà per il cittadino sul fronte civile. L'incontro di Forte dei Marmi |
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Berlusconi o Fini? Antonio Martino prende posizione |
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Written by Antonio Martino
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Tuesday, 03 August 2010 13:37 |
Il prezzo della coerenza è elevato ma credo ampiamente giustificato. In un mondo in cui è usuale adattare le proprie opinioni (almeno quelle espresse) alle convenienze del momento chi resta fedele alle proprie convinzioni si trova talvolta isolato. Essere in minoranza non mi ha mai preoccupato: nel Pli ero in una minoranza costituita da una sola persona! Quello che viceversa mi turba è essere all’interno di una maggioranza priva di dissenso. Da sempre credo che se due persone la pensano allo stesso modo una delle due è superflua. Detto questo, convinto come sono che l’unica democrazia degna di questo nome debba basarsi su due partiti in modo da dare agli elettori la possibilità di scegliere chi debba governare e a chi spetti il compito non meno importante di fare opposizione, sono disposto a pagare il prezzo di trovarmi in minoranza in quello dei due partiti che sia meno lontano dalle mie idee. |
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Adriano Teso: Antonio Martino, è il caso che tu ti esprima |
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Written by Adriano Teso
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Friday, 30 July 2010 11:20 |
Ancora di più in questa occasione sento la necessità di ricordare in premessa quanto ebbi occasione di scrivere tempo fa che “non sono nè Finiano nè Berlusconiano, ma sono Liberale”. A me pare che molti dei giudizi contro Fini siano un pò superficiali. Berlusconi è senz’altro una delle persone più intelligenti che l’Italia abbia conosciuto in questi ultimi 20 anni. Uno che sa giocare bene le proprie carte per raccogliere consensi in nome del liberalismo, per gestire quanto gli sta a cuore. Ma Fini è 40 anni che fa politica, abilmente, e non credo a chi tende a raffigurarlo come uno che “ha rotto” per banali motivi di visibilità. |
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Nasce Acqualiberatutti contro i diktat dei maoisti idrici |
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Written by Annalisa Chirico*
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Thursday, 22 July 2010 09:23 |
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Si chiama Acqualiberatutti il neocomitato transpartitico contro la sovietizzazione dell’acqua. Si chiama falsificazione propagandistica quella messa in atto dai referendari contro l’inesistente privatizzazione dell’acqua. Quattro partitini e la mega struttura di un sindacato confederale (la CGIL) hanno depositato in Cassazione i tre quesiti referendari che, se giudicati ammissibili ed eventualmente approvati, farebbero fare al Paese un salto indietro di trent’anni. Un milione e quattrocentomila cittadini ingannati in nome di slogan popolari e populisti.
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Il ritorno alla partitocrazia |
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Written by Gionata Pacor
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Tuesday, 03 August 2010 15:27 |
La più grande riforma istituzionale dalla nascita della repubblica l’ha fatta Berlusconi nel 1994, dicendo e ripetendo in campagna elettorale che se il suo partito avesse raggiunto la maggioranza relativa alle elezioni sarebbe stato naturale che il Presidente della Repubblica conferisse a lui il compito di formare il nuovo governo. Una riforma attuata senza leggi elettorali e senza modifiche della Costituzione: improvvisamente il paese si è trovato a dover e poter scegliere tra due leader e due programmi. Era la fine della partitocrazia, di un sistema in cui i leader venivano scelti e cambiati dai partiti e non dagli elettori. Nel programma di Berlusconi (e di Fini) c’era tra l’altro la riforma dello Stato in senso presidenziale, che andava a rafforzare ulteriormente il principio per cui chi viene eletto governa e realizza il suo programma, e alla fine del mandato viene giudicato dagli elettori. La situazione imposta con quella campagna elettorale costituiva già un passo in quella direzione, in particolare si dava vita a un “premierato di fatto”, tanto che nelle tornate elettorali successive si arrivò a mettere il nome del candidato premier nel simbolo della lista. |
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Last Updated ( Tuesday, 03 August 2010 20:53 )
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I finiani rispettino i patti. A partire dalla giustizia |
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Written by Alessio Di Carlo
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Tuesday, 03 August 2010 13:21 |
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Fa discutere all'interno del Pdl la scelta compiuta da taluni esponenti di area liberale di seguire il presidente della Camera nella sua manovra di allontanamento da Silvio Berlusconi.
Personalmente, pur essendo stato tra i radicali che all'epoca della nascita della Rosa nel Pugno preferirono seguire Benedetto Della Vedova verso il centrodestra, dando vita ai Riformatori Liberali, fin dal momento della nascita del Pdl non ho ritenuto di aderire al partito del predellino, vista la deriva sempre più conservatrice ed illiberale che il movimento andava assumendo nei contenuti e in virtù della struttura assolutamente ademocratica che, tra un applauso ed un inno, si andava mettendo in piedi.
Contestualmente ho assistito alla silente ed acritica adesione di taluni dei liberali del centrodestra, restandone non poco perplesso; ed oggi fa specie vedere quegli stessi esponenti cadere dal pero ed accorgersi – guarda un po' – della assoluta mancanza di spazi per il confronto e la dialettica all'interno di quel movimento.
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Last Updated ( Tuesday, 03 August 2010 13:30 )
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I burocrati, armi di potere e di drenaggio di denaro pubblico |
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Written by Giannantonio Spotorno
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Thursday, 22 July 2010 20:36 |
Il XIX secolo, già pochi anni dopo l’unità d’Italia, iniziò a guardarli con “sospetto” e la società borbottando che non era più onnipotente la legge, ma la burocrazia, bollò presto gli impiegati pubblici come burocrati. Si trattò di predizione? Chissà, ma da allora a oggi la questione non si è acquietata e anzi diviene motivo di discussioni ogni giorno più accese. Inoltre, come se fossero diversi dagli altri, in Italia i numeri sembrano poter sfuggire all’infallibilità della legge matematica e si modellano secondo le più disparate ideologie o convenienze. |
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Last Updated ( Thursday, 22 July 2010 20:52 )
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In Calabria un miliardo di buco per poi lasciar morire la gente in corsia |
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Written by Nino Sunseri*
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Tuesday, 20 July 2010 09:24 |
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Corte dei conti: metà delle cliniche da chiudere. I costi annui sfiorano i 4 miliardi.
Il triste episodio, accaduto lo scorso 13 luglio, ma portato alla luce solo ieri, riguarda una bambina nata all' ospedale di Rossano. La piccola è deceduta mentre stava per essere trasferita in elisoccorso al reparto di Neonatologia dell'ospedale dell'Annunziata, a Cosenza. E, sul terribile episodio dai contorni ancora confusi e imprecisati, la Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali ha aperto un’indagine. Il ministro Sacconi, con amara ironia, dice che i conti nella sanità in Calabria, prima degli ultimi interventi venivano trasmessi “per tradizione orale”. Non a caso alla Ragioneria Generale dello Stato, secondo cui il debito sanitario della Regione ha raggiunto il miliardo di euro (ma non ne sono certi), la chiamano «contabilità omerica»: gli incaricati andavano dai dirigenti delle Asl e si facevano dare a voce i numeri di bilancio. E infatti i conteggi sono tutt’altro che consolidati. Potrebbe anche essere possibile che il buco abbia raggiunto la soglia di 1.800 milioni. Tutto dipende dal calcolo dei crediti e dalla possibilità di recuperarli. Operazione non sempre facilissima in una terra dove non sempre le forze dell’ordine hanno il controllo totale del territorio. |
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